Cena vegetariana al lume di candela, sveglia alle 5:30 per la meditazione mattutina, una passeggiata nel cimitero millenario di Okunoin. Lo "shukubo" è una delle esperienze più intense del Giappone.
Koyasan non è un posto come gli altri. È un monastero gigante incastonato in una valle in cima a un'altura, raggiungibile con un cable car che ti porta dentro le nuvole. Quando arrivi capisci subito che il tempo qui scorre in un'altra dimensione.
Come si prenota uno shukubo
Lo "shukubo" è il pernottamento nei templi buddisti, aperto ai pellegrini e ai visitatori. A Koyasan ce ne sono oltre 50. Si prenota online (la maggior parte ha siti in inglese) e si paga tra 12.000 e 25.000 yen a notte, cena e colazione incluse.
Io ho scelto lo Eko-in, uno dei più aperti agli stranieri ma ancora autenticamente monastico. Stanze tatami, futon stesi a terra, niente TV, niente Wi-Fi in stanza.
La cena: shojin ryori
La cucina monastica si chiama shojin ryori: rigorosamente vegetariana, senza aglio né cipolla né alcol. Ti aspetti qualcosa di austero. Trovi invece otto piatti di sapori delicati e precisi: tofu in mille consistenze, verdure di stagione, alga konbu, sesamo, mochi salato.
Servita su un tavolino basso, mangiata seduti a gambe incrociate. Il monaco che porta i piatti non parla, si inchina, scompare. Si mangia in silenzio, perché ogni boccone è una forma di preghiera. È un'esperienza che cambia anche il modo in cui mangi a casa, dopo.
La meditazione mattutina
Sveglia alle 5:30. Tè caldo nel corridoio. Alle 6 si entra nel tempio principale, scalzi, con i monaci che già stanno recitando i sutra. Tu non capisci una parola, ma quel canto monocorde, ripetuto, profondo, ti entra in testa. Per un'ora resti lì, seduto su un cuscino, mentre l'incenso brucia e fuori sorge il sole.
Non è religione. È disciplina. Anche per chi non crede in niente, è un'ora che vale il viaggio.
Okunoin: il cimitero più grande del Giappone
Dopo colazione (di nuovo shojin ryori) la cosa giusta da fare è andare a Okunoin, il cimitero che ospita oltre 200.000 tombe in un bosco di cedri millenari. Si cammina per due chilometri tra lapidi muschiose, statue di Jizo coperte da cappellini rossi, tombe di samurai e di amministratori delegati di aziende moderne (anche Panasonic e Nissan hanno qui i loro memoriali per i dipendenti).
Al fondo c'è il mausoleo di Kobo Daishi, fondatore della scuola Shingon. Si dice non sia morto ma in meditazione eterna. I monaci gli portano i pasti due volte al giorno, da 1.200 anni. Letterale.
Quando andare
Aprile e ottobre sono i mesi più belli, ma anche i più affollati. Io adoro Koyasan a fine novembre, con i momiji rossi sui cedri verdi. In inverno c'è la neve, in estate il fresco della quota. Evitare il weekend se possibile.
Si arriva da Osaka in circa 2 ore (treno Nankai + funicolare). Vale la pena fermarsi una notte, non un giorno solo: il cuore di Koyasan è la sera, dopo che i pullman sono andati via, quando restano solo i monaci, i pellegrini, e tu.