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新幹線

Trasporti

In Shinkansen, le quattro stagioni

Febbraio 2026 📍 Linea Tokaido 📖 5 min di lettura

Otto anni di shinkansen sulla stessa tratta, in stagioni diverse. Il finestrino come finestra sul tempo che cambia: ciliegi rosa, risaie verdi, aceri rossi, neve.

La linea Tokaido collega Tokyo a Osaka in 2 ore e 22 minuti. È la prima linea shinkansen del Giappone, aperta nel 1964 per le Olimpiadi. È anche la più trafficata: un treno ogni 6 minuti, in entrambe le direzioni, dalle 6 alle 24.

Ne ho fatti, in 28 viaggi, almeno una sessantina. Sempre lato destro per andare a Osaka, sempre lato sinistro per tornare. Sempre per il monte Fuji, che da quel lato compare a 40 minuti da Tokyo e svanisce a 70 minuti. Quando le nuvole lo permettono.

Primavera: il treno rosa

Aprile. Mezzogiorno. Treno Hikari, vagone 7. A 30 minuti da Tokyo i ciliegi cominciano a comparire ai bordi della ferrovia, prima sparsi, poi a macchie, poi a fiumi. Vedi parchi interi che sembrano coperti di neve rosa. Bambini con grembiulino blu che corrono. Vecchi con macchine fotografiche enormi puntate verso i fiori. Il treno taglia tutto a 285 km/h, e tu vorresti rallentare. Ma il treno non aspetta.

Estate: il verde acceso

Luglio. Il Giappone delle pianure cambia colore. Le risaie sono di un verde fluorescente, quasi finto. Gli aironi bianchi si tuffano nei canali. L'aria condizionata del vagone fa freddo, fuori sono 35 gradi e 90% di umidità. Il Fuji da quassù è quasi invisibile per la foschia, lo intravedi solo poco prima di Mishima. Vedi laghi azzurri, scuole di villaggio, distributori di Pocari Sweat in mezzo al nulla.

Autunno: il fuoco

Novembre. Il momento più bello dell'anno per stare al finestrino. Le foglie sono rosse, arancioni, gialle. Ogni montagna è una tavolozza. Non ci sono i fiori delicati della primavera — qui c'è una violenza di colori che ti aggredisce. Il treno passa accanto a templi che sembrano in fiamme, a parchi nazionali che vorresti visitare ogni weekend. Il Fuji ha la prima neve, una linea bianca sottile sulla cima nera.

Il finestrino dello shinkansen è la TV migliore che ho mai guardato. Niente reality, niente news. Solo il Giappone che cambia colore, otto volte all'anno.

Inverno: la nitidezza

Febbraio. L'aria è secca e tagliente, il cielo è di un blu impossibile. Il Fuji è coperto di neve fino a metà, perfetto, da cartolina. Ai bordi della ferrovia vedi orti senza foglie, persone in cappotto, scuole con i bambini in fila per andare al pranzo. Le città industriali emettono pennacchi di vapore bianco contro l'azzurro. È il Giappone più "pittorico", se questa parola ha senso parlando di un treno a 300 km/h.

Il momento prima del Fuji

A 40 minuti circa da Tokyo, il treno entra in galleria. Lì dentro, a buio, comincia il rito: chi sa, sposta lo sguardo a destra. Conta i secondi. Quando il treno esce dalla galleria, se il cielo è limpido, il Fuji è lì, gigantesco, a 30 chilometri di distanza. È un colpo allo stomaco. Te lo aspetti, e ogni volta ti sorprende lo stesso.

In otto anni, l'ho visto bene tre volte su sessanta passaggi. Le altre volte: foschia, pioggia, nuvole basse, o la testa china sul telefono perché ero stanco. È una sorta di lotteria che continua a darti dipendenza.